sabato 25 novembre 2017

Dark Lady: monologo di violenza e solitudine

Lei.
Un'ombra sul volto. Rossetto color mattone, lo diresti nero, sulle labbra socchiuse.
"Ho visto cose. Ho sentito suoni. Porte che stridono nel buio in cui vegeto."
La Dark Lady ha un passato. Si avvolge in sete fruscianti sulla pelle che profuma di borotalco. Non ama le rose, perché le rose hanno le spine e le spine pungono e fanno male.
Così preferisce le orchidee che non riceve mai.
La Dark Lady è sola. Tutti la osservano ammirati, quando, casualmente o per obbligo, deve uscire dal suo paradiso di buio. Più spesso, appena volge le spalle al pubblico, si levano bisbiglii. Cattiverie.
La Dark Lady è libera. Tutti vorrebbero essere come lei. Per questo tutti la isolano, la vituperano.
Dark Lady è una donna violentata, uccisa dentro, emarginata perché non si conforma, vista con sospetto perché è talentuosa ma balla da sola. Molti la odiano perché è coraggiosa di essere quello che vuole essere. Senza chiedere niente a nessuno.

domenica 12 novembre 2017

Orrore al sole 2017: "La caletta delle sirene" e altri racconti

Direttamente dal Concorso indetto dal portale LetteraturaHorror.it, ecco l'antologia che raccoglie 94 racconti del genere.
Gli autori e le autrici selezionati/e hanno portato il loro contributo dando vita a situazioni diverse, tutte accomunate dal denominatore di un sole che illumina situazioni da brivido. Fiumi di sangue, tremarelle, mostri reali o immaginari, il repertorio è vasto e ricco di ispirazioni.
Nell'antologia trovate anche il mio racconto: "La caletta delle sirene".
Protagonisti due innamorati, Biccio e Giorgio, alle prese con una leggenda e la sua realtà, in riva al mare. Che cosa accadrà?
Ed esistono veramente le sirene? Se sì, sono veramente le creature dolci che ci figuriamo?




domenica 5 novembre 2017

Bella come una foglia d'autunno

Dopo un post fumantino e rievocativo, ti fermi. Rifletti sul fatto che a pochi piace la verità. Quella che fuma su un piatto d'argento. Quella raccolta in anni di esperienze e di precari. Di Neet ho sempre parlato e mi capiterà di parlare.
In questa giornata d'autunno, con la pioggia che batte contro il vetro, rammenti parole come fruste.


venerdì 27 ottobre 2017

Question of love, question of lust?

Ho scelto due titoli dei Depeche Mode, rivisitati e corretti non a caso, per commentare vicende balzate alle cronache mondiali che, in realtà, sono annose, alla luce del Caso Weinstein. E a questo punto, il dubbio sorge spontaneo. Non è certo la parolina magica con cui si inchioda al solito le donne, a risolvere i problemi; né il giudizio che si esplica in un dito puntato a indicare vie di conversione. Non è mia attitudine, né intenzione,  rovesciare parti e situazioni, quando le dinamiche in ballo sono complesse. Se poi parliamo di esseri umani, le variabili sono tante, le ferite emotive ancora di più. Tuttavia, una riflessione sorge sul mondo dello spettacolo e su altri ambiti in cui l'ambizione ha un ruolo centrale, su chi vuole a tutti i costi arrivare ed è disposto a tutto e, d'altro canto, su chi sui sogni ci marcia e mangia, talvolta distruggendo il bello e il talento di qualcuno. Ma vado con ordine, ponendo quesiti e spunti di riflessioni. Le risposte, purtroppo, non sono la mia pasta, né ho la presunzione di darne; ma di parlare per dare una botta a certa ipocrisia, non fa di certo male. Anche se, purtroppo, temo che, una volta spente le luci dei clamori, poco o nulla cambierà. Perdonatemi, a volte torna l'idealista sognatrice che è in me e che vorrebbe un mondo diverso.